Una storia che inizia a cinque anni.
E dura ancora.
Mi chiamo Pablo. Lei si chiama Martina.
Ci conosciamo da quando avevamo cinque anni. Giocavamo insieme. A quattordici ci siamo fidanzati. Poi la vita ci ha lasciati andare per due strade diverse — io a costruire un mestiere, lei a vivere il suo. Ma certe persone restano. Sempre.
Marstèla nasce da quello che siamo diventati negli anni in cui non eravamo insieme, e da quello che abbiamo costruito da quando ci siamo ritrovati. È un brand di borse italiane. Ma soprattutto è la nostra storia messa in pelle.
A diciassette anni sono partito per Firenze
Una valigia e pochissime certezze. Ma una la avevo: la creatività e la moda sarebbero state la mia vita. Per un anno ho lavorato in un'azienda fiorentina che produceva accessori per i grandi brand. Lavoravo senza risparmiarmi, ma soprattutto osservavo: rubavo con gli occhi ogni dettaglio, ogni tecnica, ogni segreto del mestiere.
Dodici mesi dopo ho aperto la mia prima azienda. In poco tempo è diventata il gruppo più giovane a lavorare direttamente per Prada. Da lì, le collaborazioni con Armani, Bulgari, Burberry e molti dei nomi più importanti della moda italiana e internazionale. Maestri di una vita che mi insegnavano. Poi un giorno, quei maestri hanno cominciato a chiedere consigli a me.
Quando i tuoi maestri ti chiedono consigli,
capisci di essere diventato qualcuno.
Ma capisci anche di non essere ancora te stesso.
Credo che la creatività sia un'emozione che ognuno di noi ha dentro.
Il vero lavoro è riuscire a trovarla nel profondo,
tirarla fuori e costruire un percorso di successo.
Realizzavo i sogni degli altri
Il mio percorso aveva bisogno di un nuovo salto. Entrai in una delle realtà fiorentine più importanti nella realizzazione di campioni per le griffe di alta moda e per le sfilate internazionali. Disegnavo e sviluppavo borse e accessori in pelle con lavorazioni di altissimo livello. Un progetto che porto ancora nel cuore: la cintura realizzata insieme ad altri modellisti e indossata da Madonna all'apertura del Super Bowl del 2012.
Eppure, anche lì, sentivo che mancava qualcosa. Amavo quel lavoro, ma stavo costruendo i sogni e i brand degli altri. La mia creatività non aveva ancora una voce completamente sua. L'unica cosa che potevo portarmi via era l'esperienza — quella che nessuno ti può togliere. Conoscevo ogni dettaglio nascosto di una borsa. Ogni piega, ogni cucitura, ogni grammo di pelle. Era il momento di usarla per costruire qualcosa di mio.
Lasciare il segno è il coraggio di creare con le mani
ciò che il cuore ha sognato.
Nel frattempo, Martina aveva aperto il suo negozio
Era il 2010. Lei aveva fatto la commessa, la barista, e poi aveva fatto il salto: un suo negozio di abbigliamento. Io ero tornato a Rosignano, il paese dove eravamo cresciuti. Lei aveva bisogno di qualcuno che conoscesse il mondo della pelletteria dall'interno, per scegliere gli accessori giusti.
Ed eccomi lì. Quella scintilla che ci aveva uniti a quattordici anni non si era mai spenta. Si era solo presa una pausa per farci diventare grandi.
Nicolas. Stella.
Nicolas è nato nel 2012. Quell'anno ho fatto il salto nel vuoto: smettere di costruire i brand degli altri e iniziare a costruire i miei. Con il supporto di Martina ho creato la mia prima collezione personale, distribuita dalle grandi piattaforme digitali. Pablo Baldini, un brand col mio nome, il sogno di ogni stilista.
Nel 2015 sono arrivati due riconoscimenti che ricordo ancora con emozione. Vogue ha chiesto alcuni miei pezzi per la Fashion Night Out di Milano. Nello stesso anno ho disegnato la Tacco 12 — la shopper pensata per le donne che vivono le sfilate da dentro: una borsa che porta con sé tutto quello che serve per affrontare una giornata di Fashion Week, con un comparto dedicato alle scarpe di ricambio. È diventata la borsa ufficiale della Camera della Moda per la Milano Moda Donna. Una limited edition firmata con Titty e Flavia, le blogger di Soluzioni di Casa. Programmi di vendita televisiva in Italia e Francia hanno aperto le porte di centinaia di migliaia di donne.
Nel 2016 è nata Stella. E nello stesso anno è nata la Kover Bag — la prima borsa intercambiabile. Una cover che cambia, una borsa che resta. La famiglia diventava sempre più grande, e con lei l'ambizione di fare qualcosa di vero.
La nostra famiglia è la nostra fonte d'ispirazione.
Le idee migliori arrivano a tavola.
Nel 2017 abbiamo dato vita a Elisendra
Un brand pensato insieme. Due anni dopo, lo zaino Saray — "Il diamante nero" è diventato virale. Migliaia di vendite in Italia e all'estero. Una community fedele cresciuta intorno a Martina, che è diventata il volto e la voce del brand.
Elisendra ci ha insegnato cosa significa parlare davvero alle donne. Ma volevamo qualcosa di solo nostro. Un progetto piccolo nelle intenzioni e grande nel cuore.
Marstèla è quel qualcosa di solo nostro
Il nome viene dalle due donne più importanti della mia vita: Martina e Stella. Mia moglie e mia figlia. Pablo e Nicolas — il padre e il figlio — sono dentro al nome della società che possiede il brand: Pamsten S.r.l.s. Quattro persone, una famiglia, un progetto.
Marstèla è disegnata e prodotta a Firenze. Stessa terra di Hermès, Gucci, Bottega Veneta. Stesse mani, stessa pelle, stessa cura. Ma raccontata con un'altra voce: quella di chi fa borse per le donne che vivono davvero, non per le vetrine.
Io sono la mente creativa. Martina è l'empatia, la connessione con la donna a cui parliamo. Insieme costruiamo borse che entrano nella tua giornata, non nel tuo armadio.
Perché lo facciamo
Perché crediamo che una borsa non sia un accessorio. È un'emozione che arriva al cuore di ogni donna e ne esalta la bellezza. È quello che porti con te quando esci di casa al mattino e quello che ti accompagna fino a sera. Deve funzionare. Deve farti sentire ordinata. Deve farti sentire a posto.
Marstèla è la sintesi di trent'anni di amore tra me e Martina, di vent'anni nel mestiere della pelle, di due figli che ci hanno cambiato la vita. È il progetto più personale che abbiamo mai fatto.
Ed è anche il più importante. Perché vorremmo che, tra molti anni, quando Stella avrà l'età che ha sua madre adesso, possa dire "questa borsa l'ha pensata mio padre per le donne come mia madre". E sentirsi a casa.
Una borsa è un'emozione
Che arriva al cuore di ogni donna e ne esalta la bellezza.
Tutto qui. Per noi non è mai stato altro.